Orazio Costa Giovangigli
Intervista inedita del 1993, curata da Danilo Ruocco, che raccoglie le testimonianze del celebre regista Orazio Costa Giovangigli (1911-1999) sul controverso magistero di Tatiana Pavlova presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica.
Il dialogo delinea un ritratto complesso dell'artista russa, descritta come un'attrice straordinaria dotata di un fascino esotico, ma anche come una didatta dispotica e tecnicamente incerta nell'insegnamento della regia.
Costa analizza le tensioni istituzionali tra la Pavlova e il fondatore dell'Accademia Silvio D'Amico, evidenziando il fallimento della nomina della Pavlova e il successivo passaggio di testimone a Guido Salvini.
Attraverso questo confronto generazionale, il testo esplora la difficile transizione verso la regia moderna in Italia e il superamento dei modelli russi a favore di una visione teatrale più critica e autoctona.
Gastone Geron
Nell'intervista inedita del 1994 a cura di Danilo Ruocco, il critico Gastone Geron (1923 - 2012) delinea il profilo storico e artistico di Tatiana Pavlova, figura fondamentale per l'introduzione della regia moderna nel teatro italiano.
Attraverso i ricordi personali di Geron, emerge il ritratto di una donna carismatica e autoritaria che agì come "rompighiaccio" culturale, scardinando i vecchi schemi ottocenteschi grazie a una sintesi innovativa tra testo e messinscena ispirata ai maestri russi.
Il testo esplora la complessità della Pavlova come regista e interprete tragicomica, analizzando criticamente sia i suoi limiti tecnici, come la pronuncia volutamente esotica, sia l'impatto rivoluzionario della sua pedagogia presso l'Accademia d'Arte Drammatica.
Aroldo Tieri
Nell'intervista inedita a cura di Danilo Ruocco, l'attore Aroldo Tieri (1917 - 2006) rievoca con nostalgia la sua formazione presso la Regia Accademia d'Arte Drammatica, concentrandosi in particolare sulla figura di Tatiana Pavlova e sul suo innovativo contributo pedagogico.
Il dialogo delinea la struttura di un’epoca di transizione per il teatro italiano, evidenziando il passaggio dal sistema del capocomico alla nascita della regia moderna attraverso esercizi tecnici e psicologici d'avanguardia ispirati alla scuola russa.
Tieri analizza temi fondamentali come il valore del rigore accademico, la distinzione tra talento innato e studio metodico, e il clima culturale del periodo fascista, che egli descrive come privo di vere oppressioni artistiche dirette.