10 dicembre 1890: Nasce a Jekaterinoslav (in Ucraina) con il nome di Tatiana Pavlova Zeitman, figlia di Pavel Zeitman (un ricco proprietario terriero ucraino) e Fanny Terescenko (di origini spagnole). Il cognome del padre rivela l’origine ebraica della famiglia che non risulta l’attrice abbia mai reso pubblica.
Anni giovanili: Cresce in una famiglia borghese ostile all'ambiente teatrale. Sviluppa fin da bambina una passione totalizzante per l'arte drammatica e fonda, con alcune amiche, un primo teatro amatoriale.
Pavel Orlenev
Agosto 1907: Assistendo da dietro le quinte a una replica del Brand di Ibsen a Jekaterinoslav, viene notata dal celebre attore tragico Pavel Orlenev per la sua straordinaria somiglianza con l'attrice Alla Nazimova ex compagna d’arte e di vita dell’attore.
Fuga da casa: All'età di diciassette anni, dopo un rapido provino, decide di fuggire dalla famiglia per seguire la compagnia girovaga di Orlenev.
Apprendistato e metodo: Sotto la guida rigorosa di Orlenev affronta una severa disciplina, apprendendo l'analisi psicologica, lo studio filologico del contesto storico, l'uso consapevole dei silenzi e la ricerca dello zernò (il “seme” essenziale del personaggio).
Debutti e tournée: Esordisce nei ruoli di Regina negli Spettri, Irina nello Zar Fëdor Ioànnovič, Sonia in Delitto e castigo e Grušenka ne I fratelli Karamazov, iniziando a svolgere anche compiti di coordinamento e direzione registica per conto di Orlenev.
1912–1915: Si separa dalla compagnia di Orlenev e si afferma come prima attrice giovane nei principali teatri di provincia dell'Impero russo (Minsk, Vilna, Odessa, Kiev, Rostov e Sebastopoli), distinguendosi in lavori come La vergine folle di Bataille, Un mese in campagna di Turgenev e La donna e il burattino di Louÿs.
1914: Esordisce nel cinema muto russo, girando i suoi primi film.
1916: Approda a Mosca al Dramatičeskij Teatr, dove ottiene un successo travolgente nel ruolo della protagonista ne La signorina Giulia di Strindberg per la regia di Aleksandr Sanin.
Successi moscoviti: Lo scrittore Aleksej N. Tolstoj scrive appositamente per lei la commedia Kasatka (1916). Entrano nel suo repertorio Mirra Efros di Gordin, Paolo I di Merežkovskij e La signora delle camelie di Dumas figlio.
Tatiana Pavlova
1918–1919: In seguito alla Rivoluzione d'Ottobre del 1917, sposa un cittadino montenegrino (con ogni probabilità si trattava di Michael Vavitch), perdendo la cittadinanza russa. Abbandona la Russia imbarcandosi a Novorossijsk e, dopo un periodo trascorso tra i profughi a Costantinopoli e Parigi, emigra in Italia.
1919: Si stabilisce inizialmente a Torino, lavorando nel cinema muto per la Ambrosio Film (recitando in pellicole quali Orchidea fatale, La catena, Amore stanco e Fascino mortale).
Studio della lingua: Intraprende uno studio intensivo della lingua e della dizione italiana guidata da celebri maestri ed attori, tra cui Cesare Dondini, Italia Vitaliani, Carlo Rosaspina e Tullio Carminati.
Vladimir I. Nemirovič-Dančenko
3 ottobre 1923: Debutta al Teatro Valle di Roma con Sogno d'amore di Kosorotov, fondando la propria compagnia sotto la direzione di Giacomo Lwow e accogliendo nel cast un giovanissimo Vittorio De Sica.
Nascita della Regia moderna: Introduce per la prima volta in Italia la figura del regista (régisseur) come unico coordinatore dello spettacolo. Il termine stesso “regia” viene coniato dal critico Enrico Rocca e formalizzato dal linguista Bruno Migliorini per definire la novità introdotto dalla Pavlova nel Teatro italiano.
Innovazioni nell'allestimento: Impone l'abolizione del suggeritore e la scomparsa dei ruoli fissi; gestisce compagnie di “perfetto complesso”; svolge settimane di prove approfondite prima del debutto e adotta scenografie tridimensionali creati ad hoc da artisti quali Giorgio De Chirico, Mario Pompei e Nicola Benois. (→ Novità introdotte dalla Pavlova nel teatro italiano)
1924–1926: Diventa l'interprete e allestitrice d'elezione del teatro grottesco di Pier Maria Rosso di San Secondo (L'avventura terrestre, Marionette che passione!, Una cosa di carne, La scala, Tra vestiti che ballano).
Formazione dei talenti: Rivela e forma attori destinati a segnare il Novecento italiano, tra cui il suo primo attore Renato Cialente, Evi Maltagliati e Amedeo Nazzari e il già citato Vittorio De Sica.
1932–1933: Invita in Italia il maestro Vladimir I. Nemirovič-Dančenko per dirigere Il valore della vita (di cui è autore) e Il giardino dei ciliegi di Čechov, evento di risonanza storica per la scena nazionale.
1934: Dirige e interpreta una celebre ripresa di Adriana Lecouvreur di Scribe.
Tatiana Pavlova e Nino D'Aroma
1935: Viene chiamata da Silvio D'Amico ad assumere l’insegnamento della prima cattedra di Regia in Italia presso la nascente Regia Accademia d'Arte Drammatica di Roma.
1937: Mette in scena a Padova con gli allievi dell'Accademia il Mistero della Natività, Passione e Resurrezione di Nostro Signore. Nello stesso anno sposa lo scrittore e gerarca fascista Nino D'Aroma.
1938: Abbandona l'insegnamento in Accademia a causa di insanabili contrasti con Silvio D'Amico.
1938–1945: Durante gli anni delle leggi razziali e della guerra, la sua attività teatrale subisce una drastica interruzione, sia per le sue origini ebraiche, e sia per il divieto del regime di rappresentare opere di autori russi ed ebraici.
Tatiana Pavlova in Zoo di vetro
1946: Compie un trionfale ritorno a teatro interpretando Amanda in Zoo di vetro di Tennessee Williams per la regia di Luchino Visconti al Teatro Eliseo di Roma.
1947–1951: Realizza grandi regie di prosa, tra cui La via fiorita; La professione della Signora Warren; Luciana e il macellaio; La lunga notte di Medea di Corrado Alvaro (1949, con scenografie di De Chirico e musiche di Pizzetti); La Sagra del signore della nave di Pirandello a Palermo e Il cane del giardiniere.
Anni '50: Estende la sua rivoluzione registica all'opera lirica, debuttando con La dama di picche a Firenze e firmando la regia di oltre trenta produzioni (tra cui Boris Godunov e Guerra e pace al Teatro alla Scala di Milano), svecchiando l'impostazione delle masse corali e lavorando con maestri come Victor De Sabata e cantanti come Maria Callas, Renata Tebaldi e Mario Del Monaco.
Anni '50–'60: Lavora come regista per la prosa televisiva della RAI (Pane altrui di Turgenev, I dialoghi delle Carmelitane di Bernanos, Mirra Efros).
7 novembre 1975: Muore a Grottaferrata (Roma) presso la casa di riposo “Villa Letizia”.